La cinghia di distribuzione è l’elemento che unisce l’albero motore con l’albero a camme, che permette il movimento delle valvole, ed è responsabile del moto del veicolo.
Grazie alla sua composizione, materiale gommoso ed elastico e parti in acciaio di rinforzo, riesce a sostenere gli sforzi e le sollecitazioni meccaniche a cui è sottoposta.

La rottura della cinghia di distribuzione comporta l’arresto immediato del veicolo e danni gravi e a volte irreversibili al motore.
I primi componenti a subire danneggiamenti sono le bielle, i pistoni e le valvole. Questo perché rompendosi, la cinghia provoca la sfasatura o il disallineamento dei due alberi connessi, con risultati spesso irreparabili.
Insieme alla cinghia di distribuzione dovranno essere cambiati anche il tendicinghia e le parti che solitamente si usurano col passare del tempo, e quasi sempre anche la pompa dell’acqua.

Se il funzionamento della cinghia di distribuzione è così importante come si può provvedere ad una corretta manutenzione e quando è necessario farla controllare?

Nei libretti di manutenzione della vettura forniti dalle case auto, viene indicata la durata della cinghia che dipende dalla quantità e della modalità dei chilometri percorsi oppure dal tempo trascorso. Considerando i chilometri effettuati, dovresti sostituire la cinghia di distribuzione secondo le indicazioni che ogni casa madre specifica. Dal punto di vista del tempo invece, la cinghia dovrebbe essere cambiata tra i 6 e i 10 anni di vita del veicolo, perché le parti in gomma ed elastiche non usurate possono comunque indurirsi e perdere efficienza.

Un altro fattore è la condizione ambientale nella quale si trova il veicolo nel corso della sua vita. Una vettura utilizzata prevalentemente in città e abituata a fare pochi viaggi lunghi avrà bisogno di sostituire la cinghia meno spesso di quelle auto che invece eseguono lunghe percorrenze su strade extraurbane.

La regola generale che si può applicare è controllare periodicamente la cinghia di distribuzione e portare la vettura in officina per un controllo almeno ogni 30.000 km di percorrenza, oppure ogni due anni.

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